Aspirare ad un risveglio dello spirito “umano” per tendere al risveglio di tutti gli esseri umani al fine di conquistare una profonda consapevolezza.
Oggi che si somministra, in molti campi, un’immagine formale decisamente separata dalla sostanza, noi riteniamo che questo vada smascherato e che niente vada nascosto o dissimulato. Questo specie in politica dove a questa strategia si ricorre molto spesso mostrando una democrazia esteriore, meramente formale, cui corrisponde, in realtà, una sostanza sempre più autoritaria. Questo processo, in maniera più o meno evidente, è in atto in tutto il mondo o quasi e poco importa distinguere tra chi decide di attuarlo per interesse di parte e chi è convinto che sia il modo migliore di governare per il supposto bene comune. Sceglieremo gli argomenti e il modo di trattarli con lo scopo di avviare riflessioni personali. Non pensiamo certo di fornire una verità assoluta e definitiva, crediamo solo che vada cercato un avvicinamento alla reale condizione del momento in contrapposizione a manifeste manipolazioni. Vorremmo fornire una piattaforma con delle considerazioni, anche le più ovvie, come un promemoria da cui ognuno possa partire con un proprio percorso. L’aspirazione è di innescare un processo di riflessione sugli argomenti proposti per guardare ai fatti, alle notizie, alle idee, alle opinioni con spirito critico; una serie di osservazioni intorno a situazioni, obiettivi e strategie che necessitano, per completarsi, di un’applicazione successiva alla lettura, di un intervento attivo; una base su cui articolare uno studio e un’azione che possano avviarci sulla strada di un generale miglioramento. Tutto questo è indissolubilmente legato alla possibilità di sapere e comprendere, quindi di decidere e agire nella consapevolezza del nostro esistere in società e nel mondo, nella condivisione con gli altri esseri umani e con tutto il sistema di vita sul nostro pianeta. Da ciò l’infinita importanza dell’apprendimento e, in particolare, di quello a carattere generale, necessario affinché ognuno sia in grado di leggere e comprendere i fenomeni che ci riguardano. Questa è la base indispensabile affinché le scelte di ognuno siano sempre meno influenzabili, altrimenti si finisce in una forma di potere convalidato da una maggioranza telecomandata. Solo la partecipazione consapevole alle decisioni politiche di grande rilevanza rende la libertà operativa e quindi sostanziale. L’essere umano diviene così adulto e cosciente di sé e del mondo, partecipa attivamente alla costruzione della società e non ha bisogno di essere guidato. La società in cui vive non è più un corpo estraneo, contrapposto, è veramente anche la sua. La libertà e l’autodeterminazione ci conferiscono dignità.
L’umanità può distruggersi fisicamente sconvolgendo il mondo che la ospita, ma può anche, rifiutando o delegando le sue responsabilità, distruggere il suo essere “umana”.
Una società di individui non liberi o liberi solo parzialmente, anche se prospera, sarebbe composta da automi, da schiavi.
Anche il livello di vita semplicemente materiale, comunque, è direttamente proporzionale al grado di libertà e non sarebbe mai soddisfacente per tutti in una società di persone sottomesse. La volontà di conservare le condizioni di privilegio economico di alcune nazioni o, meglio, di alcuni gruppi finanziari e delle loro corti di yes men, continua a produrre uno sfruttamento feroce e insensato delle risorse umane e naturali.
Queste organizzazioni multinazionali necessitano, per realizzare profitti sempre maggiori, di usufruire di manodopera e materie prime a condizioni che solo la connivenza di governi in sostanza autoritari può garantire. Il conclamato liberismo agisce con la massima sfrontatezza tralasciando all’occorrenza perfino i suoi principi fondamentali per favorire ad ogni costo il primato della rendita e, in particolare, gli interessi di alcune economie attualmente egemoni. Le regole che alcuni devono assolutamente seguire non valgono per altri o vengono, con vari stratagemmi, aggirate. Gli stati sono d’altronde legati in un intreccio complesso e indissolubile influenzato anche da organizzazioni esterne come quelle che operano , ad esempio, nel rating o nel mercato delle obbligazioni. Le scelte politiche ne sono profondamente influenzate con il risultato di renderle di fatto meno libere e sempre più succube del potere economico vigente.
Nella considerazione della sempre maggiore evidenza dei veri obiettivi e delle spregiudicate tattiche messe in atto per conseguirli, si teme che le masse possano divenire consapevoli della ingiustizia e dell’inadeguatezza di questo sistema per la grande maggioranza della popolazione e appoggiare un processo di cambiamento sostanziale. Per evitare che questo accada la parte più retriva dell’establishment mette in atto una serie di strategie, basandosi specialmente sul controllo di quasi tutti i media. Si mira ad ottenere obbedienza e accettazione passiva di decisioni imposte. A questo fine nei paesi dove le condizioni socio-politiche lo permettono si usano maggiormente la paura e la violenza esplicite, dove, invece, ciò non è sempre possibile, si è riusciti a far apparire come giusti dei provvedimenti dissimulandone le effettive conseguenze. Si è ottenuto di poter così mettere in atto una comoda riduzione del grado di libertà e conseguentemente delle rivendicazioni economiche e sociali. Paradossalmente in molti casi si è conseguita, con l’inganno, una maggioranza proprio con l’appoggio di quelle persone che vengono pesantemente penalizzate dall’adozione di determinate politiche. Oppure, seguendo una diversa strategia, si è fatta balenare l’illusione di poter entrare a far parte di gruppi considerati, nella scala di valori corrente, elitari. Si ottiene così nel contempo di far passare la convinzione che le idee politiche non debbano derivare da una visione e da un progetto della società, ma da una semplicistica e riduttiva presa di posizione sulla base della propria condizione economica reale o, più spesso, desiderata. Fatto per altro smentito dalla storia visto che alle più grandi rivoluzioni hanno spesso dato un forte contributo persone che, materialmente, avevano molto da perdere nei cambiamenti conseguenti. La politica si riduce così a semplice amministrazione e lotta di interessi contrastanti in un contesto immutabile, con l’implicito riconoscimento che questo sia il migliore dei sistemi.
Si è creata, inoltre, una mentalità diffusa composta di concetti di fondo fatti abilmente passare anche in ambiti apparentemente non pertinenti, in maniera quasi impercettibile, nei momenti di rilassamento, di tempo libero. Così, poco per volta, si sono depositate nella nostra mente delle idee che diamo per scontate e si è consolidato un linguaggio con dei termini che ormai usiamo quasi senza riflettere ma che contengono in sé una determinata visione o un determinato giudizio di valore, per cui la critica ci muore in bocca.
Non sono in grado di poter affermare che esista una vera e propria regia occulta mondiale, un meccanismo di persuasione si è, però, sicuramente sviluppato. La conquista e il mantenimento della nostra libertà avranno bisogno di un lavoro profondo, necessiteranno di tempi probabilmente lunghi dato che, per arrivare a far nascere una civiltà di cittadini e
non di sudditi-consumatori, dovremo riconsiderare i principi di fondo che regolano le nostre società; è come se ci trovassimo di fronte a un mondo in rovina, ma queste macerie non sono anche fisiche, non sono ancora evidenti a tutti come quelle che si sono trovate di fronte le generazioni a noi immediatamente precedenti nel 1945, queste sono interiori, sono nella nostra mente, nei nostri metri di giudizio, nei concetti base che ormai stiamo accettando come gli unici possibili. Mentre quelle rovine erano lì a dimostrare incontestabilmente a tutti che occorreva un’opera di ricostruzione e quindi di cooperazione, queste sono difficili e scomode da riconoscere, richiedono un’opera complessa di evidenziazione. Il vero obiettivo dei centri di potere è quello di avere un’umanità, se possibile, in condizioni di relativo benessere, ma, soprattutto, di obbedienza e conformità alla visione imposta, mettendo in atto qualsiasi azione che possa scongiurare un vero cambiamento nel tentativo di conservare come prima cosa il sistema che permette loro di mantenere il potere economico, ignorando, schiavi in fondo anch’essi, altri ideali.
Abbiamo allora pensato che potesse essere opportuno dare vita a una raccolta di considerazioni e analisi ma anche alla proposta di una visone futura tesa al raggiungimento del “buen vivir” generale. Gli obiettivi individuati sono senza compromessi, sono degli obiettivi base, non solo a breve termine e che probabilmente potrebbero aver bisogno di passaggi intermedi, non ne siamo tanto sicuri, a volte, perfino in biologia, la natura fa dei salti.
