C’è un solo modo per degradare in modo permanente il genere umano e consiste nel rovinarne il linguaggio.
Herman Northrop Frye
Il linguaggio
Tra le strategie assume grande rilevanza l’uso del linguaggio e, in particolare, delle singole parole che, da sole o in locuzioni, possono fare da veicolo a una ben determinata visione. L’uso del linguaggio è un modo per influenzare l’opinione pubblica e un uso diverso, che rispecchi una visione profondamente democratica e tesa al raggiungimento di una società più giusta, deve divenire uno strumento distintivo. Evitare alcune parole o adoperarle in modo differente da quello accettato comunemente, aiuta anche ad essere riconoscibili. Sono convinto che la comprensione della reale portata dei fatti e delle scelte politiche porterebbe ad una crescita della democrazia sostanziale e ad una partecipazione maggiore e più determinante da parte di tutti; si aiuterebbe il raggiungimento di una piena coscienza della profonda ingiustizia e follia suicida che appartiene all’attuale sistema economico e sociale. Per evitare che questo accada i centri di potere internazionali mettono in atto una serie di strategie con intensità e metodi modulati secondo le caratteristiche dei vari paesi. Questi sistemi sono usati pressoché ovunque e andrebbero smascherati:
_Concetti funzionali al mantenimento dello status quo veicolati attraverso la sottolineatura di fatti letti in un’ottica che solletichi i sentimenti più facili e gretti della popolazione; impressioni e convinzioni, per altro, indotte o accentuate in anni di propaganda mediatica.
_Ripetizione continua di alcuni fatti distorti nel loro reale significato, negazione o occultamento di altri.
_Modelli di vita proposti e fatti passare nel tempo libero nell’ambito dell’ intrattenimento: fiction televisiva, commenti agli avvenimenti sportivi, talk-show, trasmissioni televisive a premi etc.
_Parole, locuzioni e frasi fatte ripetute su tutti i mass media che facciano da veicolo dissimulato a una determinata visione generale.
_Uso e diffusione di un modo di esprimersi semplificato e inadatto a rendere le sfumature del pensiero e delle proposte, in modo da poter banalizzare e ridurre i messaggi ad una povertà che si fa veicolo di imposizione.
Prendiamo in considerazione la base di queste strategie che è nelle singole parole e nelle locuzioni. In Italia, e non solo, alcune hanno assunto una particolare rilevanza. La loro ripetizione, generalizzata e continua, le impone come stereotipi di un’idea, di una visione del mondo che finisce per essere percepita come ovvia e incontestabile. Vanno trovate, esaminate e smascherate, anche perché il far diventare usuali e convenzionali alcuni termini sortisce l’ effetto di uniformarci nei modi di espressione e conseguentemente ci livella in una visione univoca nella quale possiamo articolare solo minime variazioni. Questo rende più difficile la contestazione di alcuni concetti e, in una certa misura, la possibilità di pensare soluzioni diverse, lavorando di fatto per la conservazione, la diffusione e il consolidamento di una ben precisa concezione dei rapporti sociali. Occorre trovare un’alternativa, sia con il rifiuto di certi termini sia con l’uso di termini diversi che rappresentino chiaramente l’obiettivo finale di una crescita della coscienza critica e della libertà delle persone; cominciare a elaborare un modo di esprimersi personale non sarà un mero esercizio linguistico ma un valido provvedimento per scardinare le fondamenta di questa mistificazione. Alcune delle parole che ci vengono propinate, come abbiamo detto, contengono già nel significato acquisito un giudizio o hanno insita una presa di posizione, altre, apparentemente con un significato incontestabile, sono il mezzo per far credere che si agirà nel rispetto di quel valore, già sapendo che questo avverrà solo nella forma o superficialmente, per meglio coprire la sostanziale adozione di impostazioni opposte. Queste sono armi potenti perché trasportano i messaggi con apparente innocenza e in maniera quasi impercettibile; siamo portati tutti, anche coloro che hanno opinioni antitetiche, ad usarle. Proponiamoci di cercare e scegliere, fin da ora, come se già fosse cambiata la situazione, delle parole alternative e più aderenti alle nostre concezioni e di abbandonarne altre. Il mondo dentro di noi è già in via di trasformazione e noi dobbiamo usare un linguaggio conseguente per evidenziare le nostre idee e creare un gruppo di persone che, al di là dei confini geografici, si senta parte di una comunità scelta su una piattaforma di obiettivi condivisi. Questo linguaggio potrà favorire e facilitare il consolidarsi di una visione alternativa.
